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Caffè italiano, una bevanda senza tempo

Il caffè italiano sin dai tempi antichi rappresenta la bevanda principe di milioni di cittadini del nostro Paese: che si tratti dell'espresso al bar oppure della tazzina preparata comodamente a casa, il caffè dà la giusta carica per iniziare la giornata, rappresenta un'occasione di incontro oppure una piccola pausa dalla frenesia del quotidiano. La vendita caffè italiano avviene sotto molteplici forme, dalla polvere per la classica moka confezionata in busta alle più moderne cialde e capsule delle macchine odierne realizzate per preparare un espresso del tutto simile a quello che possiamo gustare al bar. Ma dove e come avviene la produzione caffè? Vediamo insieme come funziona tutta la filiera che porta il caffè italiano fino alle nostre case.

Caffè italiano, dalla pianta al prodotto

La pianta caffè è ovviamente il punto di partenza per arrivare a realizzare il prodotto che consumiamo ogni giorno. Si parte dalle piantagioni, localizzate prevalentemente nella sfera meridionale del pianeta, procedendo alla raccolta seguendo due metodi, denominati picking e stripping: nel primo caso, le bacche ormai mature vengono selezionate e prese esclusivamente a mano, mentre nel secondo frangente viene impugnato un ramo della pianta e da esso vengono strappate via le bacche con un unico gesto, correndo invero in questo modo il rischio di estirpare anche foglie e rametti. Indipendentemente dal metodo di raccolta, la fase successiva per arrivare al nostro caffè italiano è identica, ossia viene separato il frutto dal seme per ottenere il chicco caffè che è alla base del prodotto confezionato: i chicchi vengono lavati e stesi all'aria aperta per asciugarsi in maniera naturale, talvolta vi è anche una fase di spazzolatura prima di procedere alla suddivisione dei chicchi in gruppi, utilizzando come criteri la loro dimensione e il grado di maturazione.

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caffè italiano : La tostatura 

Abbiamo visto dove nasce il caffè e come si arriva alla selezione dei frutti che produrrano il caffè italiano. La fase più importante è la tostatura dei chicchi di caffè, in cui tali frutti vengono sottoposti a un procedimento ad elevate temperature per abbrustolirli portandoli alla disidratazione e all'ossidazione. Questa è la fase che ci consegna la forma e il colore dei chicchi a cui siamo abituati e che vanno quindi a generare il caffè italiano che consumiamo quotidianamente. Dopo la tostatura ci sono l'insaccatura, l'analisi e la macinatura del caffè, processi variabili per tipologie e durata a seconda del tipo di prodotto che si vuole ottenere: ogni azienda di caffè italiano procede in base a regole e processi produttivi propri. Non tutti i caffè infatti vengono macinati, ma ognuno di essi viene accuratamente confezionato per poter essere venduto e distribuito a bar e caffetterie da un lato, supermercati e rivenditori specializzati per l'acquisto dei privati dall'altro.

caffè italiano :Come viene confezionato 

Non bisogna per nulla sottovalutare quest'ultima fase di produzione del caffè italiano, in quanto è cruciale per preservare gli aromi che caratterizzano questa nera bevanda. Gli aromi del caffè infatti sono delle molecole tendenti alla volatilità, e pertanto rischiano facilmente di disperdersi se i chicchi non vengono sigillati prontamente, indipendentemente se sono stati in precedenza sottoposti a macinatura o meno. Una volta chiusa la confezione, vi è un ultimo duplice passaggio, che prevede il riposo e l'assaggio, a fungere da sorta di controllo qualità per assicurare al consumatore finale un caffè italiano perfetto. Questa in poche parole è l'intera filiera produttiva che dalla pianta alla confezione giunge fino a casa nostra, o al nostro bar di fiducia dove prendiamo ogni giorno l'espresso: un lavoro lungo e faticoso, che premia le aziende che ogni giorno si sforzano di offrirci sempre un prodotto ai massimi livelli di qualità possibili.

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